Gli orari del Festival

Festival a Palazzo Re Enzo sabato 8 aprile 2017 dalle 10 alle 23, domenica 9 aprile dalle 10 alle 19

lunedì 20 febbraio 2017

Tanti nuovi partecipanti a Terra Equa 2017: Salviamocilapelle

Per presentare al meglio ciascuno degli espositori e partecipanti che per la prima volta faranno parte del Festival Terra Equa, abbiamo proposto loro una breve intervista.
Le domande saranno pressoché le stesse per tutti, di modo che emergeranno i temi al centro dell'edizione di quest'anno: abbigliamento, accessori e moda etici e sostenibili.

In questo post parleremo di Salviamocilapelle, il "piccolo grande mondo" di Patrizia Accettulli.

L'attività propone un'ampia gamma di prodotti eco-bio che si pongono a contatto con la propria pelle.
A Terra Equa 2017 Patrizia si concentrerà tuttavia sull'abbigliamento e intimo per bambin* e bebè, pannolini lavabili e fasce per bebè.
Proporrà anche due laboratori entro il programma dell'8 e 9 aprile, entrambi nel Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo:
  • sabato 8 alle 14, pannolini lavabili: i vantaggi;
  • domenica 9 alle 14, fasce porta bebè: come indossarle.
http://www.salviamocilapelle.com/

In che cosa i prodotti che tratti si differenziano dalla maggior parte di quelli in commercio?
Amo il bio, l'etico e il solidale, vivo rispettando l'ambiente, i produttori, non tratto nulla che non abbia una certificazione bio e possibilmente fair trade, sono vegan, rispetto qualsiasi forma di vita presente sul pianeta, cerco di essere coerente con quanto propongo in negozio e lo stile di vita che conduco.
Non mi piace il prodotto "commerciale" perché non rispecchia questi requisiti.
Cerco di dare informazioni adeguate anche a chi si approccia per la prima volta al mio mondo, cercando di essere comprensibile nel trasmettere il messaggio che il bio e l'etico sono l'unico modo di vivere che possa andare incontro alle esigenze migliorative per l'ambiente e i lavoratori, risultando spesso poco "negoziante".

http://www.salviamocilapelle.com/storia/

Quanto conta l'aspetto sociale e ambientale nel lavoro che fai e negli articoli che proponi?
È importantissimo per me che tutti ricevano il giusto compenso economico e di riconoscimento morale; spesso si pensa che uno stipendio buono aiuti a lavorare bene, certo è così, ma questo non garantisce la durata nel tempo. Se non ci sono anche riconoscimenti morali e apprezzamenti sulla qualità del lavoro svolto, qualsiasi sia l'importo che si riceve mensilmente, porterà comunque a una sorta di frustrazione e di non accettazione di sé.
Secondo me tutti dovrebbero essere trattati in modo tale da godere di un ottimo rapporto economico/morale, ecco perché anche tra i miei fornitori cerco sempre di conoscere cosa accade in azienda, non mi basta che producano bio ed etico, se poi nelle mura di casa propria si comportano all'opposto.
La coerenza che cerco (mi rendo conto di essere un po' severa) è la stessa che però, nel tempo, potrà riuscire a fare del nostro mondo un mondo migliore.

Perché sabato 8 e domenica 9 aprile dovrei venire a Terra Equa piuttosto che andare in un centro commerciale?
Perché bisogna rendersi conto di cosa realmente fa bene anche alla propria anima!
Respirare i colori e gli stili di vita di chi da sempre ha scelto di vivere "controcorrente", di non farsi terrorizzare da un mercato che chiede sempre di più, di non farsi accattivare da prezzi sempre più bassi che comportano solo sfruttamento, inadeguatezza, inquinamento e malattia fisica e morale.
Passare due giorni in compagnia di produttori, di rivenditori, che hanno fatto una scelta di vita con estremo coraggio non può che migliorare la propria prospettiva, allargare gli orizzonti e rendere consapevole chiunque che, anche con piccole scelte, il suo aiuto è fondamentale!

http://www.salviamocilapelle.com/


Che cos'è per te il/un commercio equo e/o l'economia solidale?
Per me è il mio mondo.
Viviamo in campagna, abbiamo un orto che coltiviamo in permacoltura e al quale dedichiamo (più mio marito di me) ogni energia residua.
Questo ci ha reso consapevoli di tante cose, prima tra tutte che tutto arriva al momento giusto, non siamo quelli che acquistano le fragole in gennaio: rispettiamo la temporalità, quello che non riusciamo ad avere lo acquistiamo in mercati bio direttamente dai produttori oppure attraverso il GAS. Io stessa partecipo con il mio negozio a un mercatino settimanale che si svolge a Imola, e il contatto con le realtà di persone che hanno cambiato completamente il proprio stile di vita perché non più appropriato e in linea con quanto realmente desideravano per loro e per i loro figli non può che aiutare a cambiare anche le proprie vedute.

Ho iniziato 8 anni fa con il mio primo negozio, per scelta non tratto alimenti ma abbigliamento e prodotti di cosmesi, e l'inizio è stato duro.
È dura tutt'oggi: parliamo per esempio di t-shirt che mai potrò vendere con sconti del 50% e oltre in periodo di saldi, perché proprio non ho nemmeno io quella marginalità, ed è giusto che sia così, perché questo mi sprona ancora di più a credere nella mia scelta consapevole, perché così sono sicura che quella t-shirt che non metterò mai in saldo è stata pagata con tutte le giuste proporzioni a chiunque abbia contribuito a produrla.
Senza dimenticare che quella stessa t-shirt non ha provocato danni all'ambiente e meno che meno ne provocherà a chi la indossa.

Per me il commercio equosolidale e biologico è l'unica strada realmente percorribile oggigiorno per essere sicuri di agire per il meglio e nel rispetto comune.

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