Gli orari del Festival

Festival a Palazzo Re Enzo sabato 8 aprile 2017 dalle 10 alle 23, domenica 9 aprile dalle 10 alle 19

lunedì 4 aprile 2016

Terra Equa 2016: Il gusto di fare un'altra economia

Cosa mangi, quando mangi?

Il cibo è salute, piacere, cultura.
Masterchef, cooking show, ricette: tv, internet e riviste sono piene di cibo.
Ma raramente si parla degli ingredienti fondamentali che tutti gli alimenti, nessuno escluso, contengono.

Sono 3:
  • la natura;
  • il lavoro di chi li produce;
  • il potere di chi controlla il mercato.
I cibi che troverai alla quinta edizione di Terra Equa, Festival del Commercio Equo e dell'Economia Solidale, sono ottimi non solo per il loro gusto, ma anche perché ti raccontano e ti affidano questi ingredienti: la dignità del lavoro di chi li ha prodotti, la cura dell’ambiente, i rapporti paritari tra produttori e compratori.

Questo troverai sabato 7 e domenica 8 maggio 2016 a Palazzo Re Enzo, declinato in laboratori, incontri, dibattiti, spettacoli e un concorso per studenti: Food Fair Parade.
Terra Equa 2016: Il gusto di fare un'altra economia si avvale inoltre di tre nuove collaborazioni assai prestigiose, oltre alla conferma di AIAB: Slow Food, Libera e Altrocioccolato.


Anche insieme a loro ragioneremo su questi dati:
  • 10 mega-multinazionali controllano - tramite 500 marchi di loro proprietà - il 70% delle scelte alimentari mondiali (Oxfam, 2013);
  • 10 catene di grande distribuzione controllano il 15% delle vendite mondiali alimentari (Fair Trade Advocacy Office, dicembre 2014);
  • 5 catene di vendita europee controllano il 50% del mercato alimentare al dettaglio (Fair Trade Advocacy Office, dicembre 2014);
  • il 55% del mercato mondiale delle sementi è controllato da 3 multinazionali (Altreconomia, marzo 2016);
  • ai produttori di banane per le varie multinazionali resta in media il 6,9% del prezzo che si paga al mercato, mentre quelli che si rivolgono al Commercio Equo e Solidale traggono il 18% (Altreconomia, marzo 2016).


In sostanza, non mangiamo solo cibo, ma anche il modo in cui è stato prodotto.
Ogni volta che compriamo il nostro cibo votiamo con il portafoglio.
Occorre pensarci. E lo faremo.

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