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venerdì 10 aprile 2015

Una assicurazione etica e mutualistica - ARESS

ARESS ha creduto subito in Terra Equa e nella sua capacità di fare incontrare persone e realtà che operano all'interno dell'economia solidale, da entrambe le parti degli stand, per così dire.

Per questo ci diciamo particolarmente soddisfatti per l'ottenimento di risposte accorate e ponderate da parte di Nico Benetazzo, suo referente.


ARESS è un’attività della cooperativa sociale Lo Scoiattolo, sta per Assicurazioni delle Reti Equo Solidali e Sociali.
È nata a fine 2012 con il fine di allargare quella solidarietà orizzontale che proprio le cooperative sociali esprimono, perseguendo “l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini” (legge 381, art. 1,  del 1991).

ARESS

Il mondo della cooperazione sociale, dell’economia solidale in genere, dell’associazionismo e del volontariato, dei GAS, dei modelli alternativi di produzione e consumo, del rispetto del nostro pianeta… è il contesto dove siamo nati e nel quale vogliamo stare per costruire e rafforzare un modello di altra economia, in questo caso in ambito mutualistico.

Stiamo pensando a una sorta di neo-mutualismo, che usa la tecnica assicurativa ma che trova il suo fondamento in una concezione diversa di ciò che comunemente viene definito “cliente”, “servizio” e “fornitore”.

Questo progetto di neo-mutualità è costituito anche da un’associazione, Luoghi Comuni, che riunendo come soci tutti gli assicurati rappresenta la comunità stessa, la rete dei cittadini, persone fisiche e imprese, che al suo interno risponde alle necessità delle persone.

Lo Scoiattolo Società Cooperativa Sociale


Come? In questo periodo di transizione, anche attraverso le tecniche che si sono sviluppate in ambiti diversi dall’economia solidale, cioè appunto la tecnica assicurativa (il nostro partner assicurativo è la compagnia Assimoco); e nel frattempo pensando, progettando, provando nuove soluzioni.

Come contribuisce ARESS all'economia solidale?

Parlare di economia solidale, di economia etica, di economia civile… significa in primo luogo seguire paradigmi economici che intendono la parola "solidale" e la parola "etica" non come il contenuto di un prodotto, ma in quanto contesto in cui beni e servizi vengono scambiati; solidale, quindi, fa riferimento prima di tutto alla comunità, alla rete in cui beni e servizi vengono prodotti e acquistati.

ARESS

Secondo questa accezione ARESS contribuisce all’economia solidale avendo scelto quale partner assicurativo Assimoco, che è espressione del mondo della cooperazione, “spingendola” a seguire dinamiche sempre più eque e solidali; essendo una cooperativa sociale; stabilendo con i propri assicurati una sorta di patto con la partecipazione di tutti all’associazione Luoghi Comuni, che sancisce la pre-comprensione reciproca all’interno di logiche solidali, di cooperazione, di partecipazione, di relazioni, logiche che hanno come orizzonte la gestione del bene comune attraverso azioni concrete, che si esprimono in progetti di neo-mutualismo.
Allontanandosi sempre di più da forme che spesso appaiono connaturate con l’economia, e cioè la competizione, la rincorsa al prezzo più basso, l’indifferenza alle conseguenze, la concentrazione sulla produzione di profitto, …

ARESS

ARESS si sente poi insieme a tanti altri che stanno esprimendo progetti, pensieri, iniziative, imprese in altri ambiti della convivenza civile.
Lo fa partecipando alle reti di economia solidale presenti nella nostra regione e provincia (Bologna), come il CRESER e Ecosol Bologna (il nascente distretto di economia solidale di Bologna), ma anche consorzi di cooperative sociali come Sol.Co. Insieme.
Anzi, potremmo dire che ARESS vive se non all’interno di queste reti.

Che cosa chiederesti ad Andrea Corsini, nuovo assessore al commercio della Regione Emilia-Romagna, per migliorare il tuo lavoro e per dare impulso all'economia solidale in generale?

Chiederei una cosa sola: rendere “operativa” la legge sull’economia solidale della regione Emilia-Romagna (Legge Regionale 23 luglio 2014, n.19).

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